Digitale: open data, l’Italia tra i paesi più avanzati in Ue

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Un termometro dell’uso dei dati aperti in tutta l’Unione europea. A fornirlo è uno strumento di analisi finanziato dalla Commissione europea, in fase di costante sperimentazione, che permette di analizzare lo stato degli open data e il loro utilizzo nel Vecchio Continente.

 

Lo strumento in questione si chiama Psi Scoreboard (acronimo di Public Sector Information, cioè informazione del settore pubblico). Secondo la metodologia utilizzata, un paese può totalizzare fino a 100 punti per ognuno dei 7 indicatori considerati (tra cui lo stato di applicazione della direttiva pratica 2003/98/CE del 17 novembre 2003 sul riutilizzo dell’informazione del settore pubblico, i formati e le licenze utilizzate, le attività ed eventi di sensibilizzazione, il riuso dei dati, i costi). Un paese sarà in grado di raggiungere il massimo del punteggio – 700 punti – se avrà capitalizzato una notevole esperienza nel campo. Finora, però, nessuno è riuscito a raggiungere questo obiettivo.

In base allo Psi Scoardboard, il punteggio più alto va alla Francia (485), seguita dai Paesi Bassi (465) e dalla Gran Bretagna (455). Buono il piazzamento dell’Italia, che si colloca al quarto posto con un punteggio di 450. In particolare, oltre ad aver recepito la direttiva “ombrello” del settore, il nostro paese si distingue per la capacità di organizzare eventi e iniziative sul territorio che coinvolgano le pubbliche amministrazioni locali.

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Author: The Round

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