Il museo si espande ovunque tra device e formati narrativi

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Bologna nel primo secolo dopo Cristo, Bologna vista dall’alto e Bologna nelle epoche successive fino al 2013. Promette di essere un’esperienza coinvolgente Imago Bononiae, un’applicazione che conduce il visitatore in un paesaggio tridimensionale popolato da una folla di personaggi virtuali. L’utente è coinvolto attraverso Kinect, sensori che utilizzano il movimento del corpo. L’applicazione mette insieme lo studio dei movimenti della folla per creare un motore di crowd simulation, un visualizzatore 3D open e una dinamica di gioco.

 

augmented world‘s insight:

Per ora è un prototipo – realizzato dal Cnr in collaborazione con Cineca e Università di Bologna – ma la tecnologia è a portata di mano, gli unici costi sarebbero quelli di sviluppo. Imago Bononiae ha ricevuto il premio quality of content al Digital Heritage, il primo evento mondiale dedicato al patrimonio digitale che si è svolto la settimana scorsa a Marsiglia. Ed è il simbolo di un settore in cui l’Italia ha punte avanzate di ricerca e di impresa. E che potrebbe dare molto alla valorizzazione del patrimonio culturale, come ha affermato di voler fare il ministro per i Beni e le Attività culturali Massimo Bray nella riforma presentata nei giorni scorsi.

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Author: The Round

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