L’opera d’arte diventa esperienza con la realtà aumentata

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Fino a che punto si può rendere condivisibile un’esperienza? Come possiamo comunicare agli altri le emozioni che ci suscita un’immagine, un suono, una parola? La realtà aumentata sembra sul punto di spingere ancora un po’ più in là le frontiere dell’esperienza più personale di tutte: quella artistica.

 

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L’intento di molti artisti, infatti, nel mettere in mostra le proprie opere, si muove spesso in bilico tra due esigenze di segno opposto: da una parte la volontà di mantenere un po’ di mistero sul processo creativo personale, dall’altra la spinta a rendere il pubblico quanto più partecipe possibile della propria, particolare, visione del mondo.
L’artista neozelandese Shannon Novak sembra prediligere la seconda strada. E per rendere accessibile a tutti la sua originalissima concezione di opera d’arte ha scelto di utilizzare proprio la realtà aumentata. L’esplorazione delle relazioni tra forme, colori, suoni, tempo e spazio è infatti centrale in tutte le sue creazioni: le rigide e semplici configurazioni degli oggetti quotidiani gli evocano immagini geometriche in movimento e suoni.

Come rendere tangibile questa personalissima esperienza se non con una tecnologia in grado di sovrapporre a oggetti reali contenuti tridimensionali? Ecco che allora inquadrando con un tablet una porta, una finestra, un interruttore nello spazio espositivo si possono vedere apparire lentamente linee colorate, triangoli, quadrati, accompagnati da vari tipi di musica. L’opera, a prima vista “insignificante”, trasmette il suo significato in modo dinamico a chi si avvicina e la guarda con lo strumento adatto. L’esperienza creativa dell’artista può così essere vissuta “in tempo reale” dallo spettatore grazie alla realtà aumentata.

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Author: The Round

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