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L’approvazione del decreto Profumo sui libri di testo sta suscitando molti commenti. È inevitabile che sia così, visto l’impatto che è destinato ad avere sulla società e sulle famiglie italiane; nel 2014 saranno coinvolti dalle conseguenze del decreto circa 551.000 alunni di prima media, circa 555.000 di prima superiore e altrettanti di terza superiore (Fonte ISTAT), oltre a buona parte dei  178.000 insegnanti delle scuole medie e dei quasi 255.000 insegnanti delle superiori. Un po’ meno di due milioni di cittadini quindi accederanno attraverso la scuola a device e saranno stimolati a utilizzare contenuti digitali per lo studio.

 

digital publishing‘s insight:

È importante che il cambiamento avvenga per almeno tre motivi: la possibilità di contrastare  il digital divide in una fascia di popolazione critica per lo sviluppo del paese,  la possibilità di educare alla comprensione non solo dei testi scritti ma anche delle immagini (oggi siamo molto poco educati a guardare, in una società che invece comunica moltissimo attraverso le immagini), e infine la possibilità di contrastare il cultural divide grazie a un adattamento progressivo dei contenuti alle capacità di apprendimento degli studenti (si pensi ad esempio alla possibilità di fornire batterie di esercizi o materiali extra da studiare in risposta a specifiche carenze).
Schiere di appassionati insegnanti hanno preparato ragazzi con potenziale e capacità diverse ben prima che arrivassero i contenuti digitali, ma è indubbio chela tecnologia permette oggi di fornire strumenti molto più ricchi che in passato per stimolare i ragazzi ad  essere più curiosi, preparati e partecipi.

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