La prima sigla indica l’insieme di Social media, Mobile, Analytics e Cloud, la seconda la combinazione hardware che comprende Wearable, Augmented reality, Senses, internet of Things ed Energia. Ed entrambe, spiega il VP Innovation Supply Chain del colosso delle spedizioni, stanno aiutando a estendere il concetto di gestione della catena logistica fino al consumatore finale.

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Come sono cambiati i modelli di business e le relazioni con i clienti in seguito alla rivoluzione digitale? Quali gli effetti nella catena di approvvigionamento (supply chain)? Damian Pike, Vicepresidente Innovation Supply Chain di DHL, indica due trend principali che guidano il rapporto delle aziende con i loro clienti, uno connesso al mondo software e l’altro a quello hardware.

 

Durante un evento organizzato a Londra da CA Technologies, per la presentazione della ricerca The Battle for Competitive Advantage in the Application Economy, Pike ha spiegato come quanto profondamente le macrotendenze definibili come SMAC (Social media, Mobile, Analytics e Cloud) e WASTE (Wearable, Augmented reality, Senses, ovvero percezioni artificiali, internet of Things ed Energia) incidono nella supply chain delle aziende nell’era digitale.

«Tutte le attività rivolte direttamente al cliente producono flussi di dati che possono essere trasformati in valore di business.

 

Guardando tra i nostri clienti, ad esempio, le compagnie aeree usano gli analytics per capire quali tipi di pasti sono richiesti a bordo. Dall’incrocio di informazioni provenienti da diversi canali, quali i social media, gli smartphone, le carte fedeltà, i siti web, i Cloud, si crea un patrimonio informativo da cui si possono trarre vantaggi competitivi nel rapporto con il cliente».

 

È necessario considerare che se ognuna delle forze in gioco nello SMAC ha già un forte impatto nei nuovi modelli di business, tutte insieme hanno un potere in grado di rivoluzionare le procedure e l’intera supply chain, sottolinea Pike.

 

Il secondo trend, WASTE, è connesso con il mondo hardware, ed ha la capacità di migliorare l’efficienza delle operazioni logistiche. «Uno dei vantaggi dell’application economy è che ci consente di lavorare più a stretto contatto con i consumatori in tutte le nostre operazioni e nelle scelte strategiche.

 

Ci aiuta a far diventare la supply chain caratterizzata da un approccio end-to-end, in maggior contatto con i clienti. Per i produttori di elettronica di consumo, ad esempio, tutto questo significa migrare da una concezione B2C a una B2B, e la supply chain può accelerare questo passaggio».

 

Pike ha parlato di «software mentality», in grado di aumentare efficienza e sicurezza. Nell’era di internet, il passaggio a un modello business-to-business è stato quasi automatico per molte imprese. Come conseguenza, anche il ruolo della logistica e dei servizi in generale è stato enfatizzato, spingendo le aziende a cercare performance sempre migliori in efficienza, qualità, velocità e flessibilità, non soltanto per la distribuzione finale, ma per l’intera supply chain.

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